Se stai valutando un gestionale, un software in cloud o un investimento in sicurezza informatica, il 2026 ha cambiato le regole degli incentivi, e molte informazioni che circolano online sono ormai superate. Questa guida è aggiornata a ottobre 2026. Il vecchio credito d'imposta 4.0 è finito, l'iperammortamento che lo ha sostituito premia soprattutto il software legato alla produzione, e per le piccole imprese la novità più concreta è il voucher per cloud e cybersecurity del Ministero delle Imprese, con domande dal 10 novembre 2026. Accanto a questi ci sono i bandi delle Camere di Commercio, generosi ma rapidissimi.
Cosa è finito
Il credito d'imposta per i beni strumentali 4.0 si è chiuso ai nuovi investimenti dal 1° gennaio 2026. È rimasta solo una coda per gli investimenti completati entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro fine 2025 l'ordine fosse stato accettato e pagato un acconto di almeno il 20%. Il credito specifico per software e beni immateriali era stato abolito ancora prima, dal 1° gennaio 2025. Se qualcuno ti propone un software "con il credito 4.0", è il momento di fare qualche domanda in più.
Il voucher cloud e cybersecurity: domande dal 10 novembre
È la misura più interessante per una piccola azienda in questo momento. Il nome ufficiale è "sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security", la gestisce il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Invitalia e si rivolge a piccole e medie imprese e lavoratori autonomi di tutta Italia. Copre il 50% della spesa con un contributo massimo di 20.000 euro, su un piano di almeno 4.000 euro, nel regime de minimis. La dotazione è di 150 milioni, di cui una parte riservata alle regioni del Sud.
Le spese ammesse sono di due tipi. Da un lato la sicurezza informatica, hardware e software. Dall'altro il cloud: infrastrutture e piattaforme, e servizi in abbonamento per contabilità, personale, gestionale, CRM ed e-commerce, con i gestionali e i CRM ammessi solo in modalità cloud. I servizi di consulenza possono pesare al massimo il 30% del piano, gli abbonamenti devono durare almeno 24 mesi e i fornitori devono essere iscritti nell'elenco del Ministero. Tra i requisiti ci sono anche una connessione fissa di almeno 30 Mbps e la polizza contro le catastrofi naturali, ormai obbligatoria per le imprese.
Le date contano più di tutto il resto, perché le domande vanno a sportello. La precompilazione si apre alle 12 del 20 ottobre 2026, l'invio dalle 12 del 10 novembre 2026 fino al 20 gennaio 2027, salvo esaurimento dei fondi. Chi arriva con il piano di spesa e i preventivi già pronti ha un vantaggio netto su chi inizia a cercare il fornitore a novembre. Se il progetto che hai in mente comprende il passaggio di sistemi in cloud o la messa in sicurezza dell'infrastruttura, è il momento di guardarci con il tuo consulente; su quali misure di sicurezza abbiano più senso per una piccola azienda trovi una base nella guida sul backup e la regola 3-2-1.
L'iperammortamento: per chi produce, più che per chi gestisce
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo iperammortamento: invece di un credito d'imposta, il costo del bene viene maggiorato ai fini fiscali e riduce le imposte negli anni di ammortamento. Vale per gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, per tutte le imprese che producono reddito d'impresa, con una maggiorazione del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% fino a 10 milioni e del 50% fino a 20 milioni. Il vincolo "Made in UE" previsto all'inizio è stato abolito dal decreto legge 38/2026, salvo che per i pannelli fotovoltaici.
Il punto da capire bene riguarda il software. L'elenco dei programmi agevolabili è orientato quasi tutto alla fabbrica e alla filiera: gestione della produzione, manutenzione degli impianti, qualità, logistica, catena di fornitura, sicurezza informatica, intelligenza artificiale, e sempre con un requisito preciso, l'interconnessione con il sistema di gestione della produzione o con la rete di fornitura. Non c'è una voce per il gestionale generico, la contabilità o il CRM. Le aziende di servizi non sono escluse per legge, ma il software deve rientrare nell'elenco, e i canoni dei software in abbonamento non sono compresi: contano gli acquisti e le licenze pluriennali iscritte tra i beni immateriali.
Anche la procedura è più impegnativa di un tempo. Si passa dalla piattaforma del GSE in tre momenti: una comunicazione preventiva, una conferma con il pagamento di un acconto di almeno il 20% e la comunicazione di completamento, aperta dal 15 ottobre 2026 e da inviare entro il 15 novembre 2028. Serve una perizia asseverata per ogni bene, a prescindere dall'importo, e una certificazione contabile. Per dare un'idea: 30.000 euro di software agevolabile valgono 54.000 euro di deduzioni in più, cioè circa 13.000 euro di IRES risparmiata nel corso dell'ammortamento, da cui togliere il costo di perizia e certificazione.
Cosa potrebbe cambiare con la manovra 2027
A metà ottobre 2026 il Governo ha annunciato di voler prorogare e rafforzare l'iperammortamento e di lavorare a una misura fiscale per gli investimenti in software, cloud compreso. Sono intenzioni, non norme: il disegno di legge di bilancio non è ancora stato presentato e il documento programmatico inviato a Bruxelles non contiene dettagli. Vale la pena seguire la discussione, ma non conviene impostare un investimento contando su regole che ancora non esistono.
I bandi della Camera di Commercio e della Regione
Il canale meno conosciuto e spesso il più accessibile resta quello locale. Il bando 2026 della Camera di Commercio di Padova per la doppia transizione digitale ed ecologica copriva il 50% delle spese con un contributo fino a 7.000 euro, su un minimo di 3.000 euro di spesa, e ammetteva cloud, sicurezza informatica, intelligenza artificiale, gestionali, CRM ed e-commerce. La finestra si è aperta il 30 luglio e i fondi si sono esauriti nel pomeriggio dello stesso giorno. Il bando fa parte di un programma camerale che copre il triennio 2026-2028, quindi è ragionevole aspettarsi nuove edizioni, ma nulla è ancora stato annunciato.
In Regione, a ottobre 2026, non ci sono bandi generali per la digitalizzazione delle PMI: quello per le imprese artigiane si è chiuso a fine settembre, mentre è aperto fino al 19 gennaio 2027 un bando del programma europeo FESR riservato alle imprese culturali e creative. La regola, per tutti questi strumenti, è la stessa: si vince arrivando preparati il giorno dell'apertura.
Come scegliere la strada giusta
Le misure non sono intercambiabili, e la scelta dipende dal progetto. Se sei un'azienda manifatturiera e il software dialoga con la produzione, l'iperammortamento può valere molto. Se stai portando in cloud gestionale, contabilità o CRM, o devi rafforzare la sicurezza, il voucher del Ministero è la prima cosa da verificare. Per progetti più piccoli, i bandi camerali sono spesso la via più semplice. In ogni caso l'incentivo è un acceleratore: un gestionale deve convenire anche senza, perché ti fa risparmiare ore ogni settimana. Quanto costa davvero e cosa fa salire il prezzo lo spieghiamo nella guida su quanto costa un gestionale su misura, mentre il confronto con i software in abbonamento è in gestionale su misura o software pronto.
Il nostro contributo
Non siamo consulenti fiscali e non sostituiamo il commercialista, ma possiamo rendergli il lavoro più facile. Quando un progetto può rientrare in una misura agevolabile prepariamo la documentazione tecnica, i preventivi nel formato richiesto dai bandi e, dove serve, progettiamo il software in modo che i requisiti tecnici, a partire dall'interconnessione, ci siano fin dall'inizio. È parte del modo in cui seguiamo i gestionali su misura per le aziende di Padova e provincia.
Nota: questa guida ha scopo informativo e non è una consulenza fiscale. Requisiti, date e importi vanno verificati sui testi ufficiali e con il tuo commercialista prima di qualsiasi investimento.
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